ABHIDHEYA: cos’è?

Era il 2013 quando ho incontrato Riccardo Gerbino, percussionista catanese di tablā. Abbiamo entrambi studiato presso lo stesso dipartimento al Conservatorio di Vicenza, e da tempo progettavamo una collaborazione che fondesse musica, danza e ritmo. Questo sogno si è finalmente concretizzato nel 2018 con Abhidheya, lo spettacolo da noi creato, adesso in tour nelle maggiori città siciliane.
Abhidheya, dal sanscrito “viaggio consapevole”, è l’esplorazione di alcuni dei più amati miti della letteratura indiana, nell’armoniosa fusione di suono, parola e gesto.
Dalla sfida di due fratelli divini ai sogni di un santo eremita, dai movimenti sinuosi del danzatore cosmico alle monellerie di un dio bambino: immaginari antichi prendono forma tramite il linguaggio della musica e della danza classica dell’India.

Conosciamo meglio i protagonisti di “Abhidheya”

Tratto da “Fai Danzare la tua mente sulle note antiche dell’India”

  1. Raccontateci di voi: quando e come nasce la vostra passione musicale e artistica?

Sono Lamia Barbara, membro del CID Unesco (International Dance Council), danzatrice internazionale, insegnante e Yogini, scrittrice giramondo con sede a Palermo. La mia ricerca nella via della danza e dello Yoga dura da oltre 13 anni e mi ha portato a insegnare e danzare in Italia, Europa, Russia, India, Giappone e Cina. La mia visione della danza mira al congiungimento tra una solida pratica e un’espressività profonda, alla ricerca di quel filo rosso che connette danza e Yoga negli aspetti pratici e filosofici.

Sono Riccardo Gerbino, un percussionista che ha iniziato a suonare gli strumenti della musica latina e del pop, per poi avvicinarsi prima agli strumenti della world music e successivamente al tabla e alla musica indiana. Ho suonato anche in studio con vari artisti, incidendo numerosi dischi e, dal vivo, partecipando a tanti festival in Italia, Venezuela, Brasile, Turchia, Portogallo, Grecia, Inghilterra, Tunisia e Slovenia. Insegno e ho condotto workshop a Roma, Palermo, Reggio Calabria, Messina e Catania e, dal ’96, sono docente di pedagogia del ritmo presso la scuola nazionale di formazione in danzamovimentoterapia-ER.

  1. Che connessione c’è tra la vostra musica-danza e lo Yoga?

Barbara: Ogni arte in India condivide una profonda connessione con lo Yoga. Così per la musica, chiamata anche “Nada Yoga” o Yoga del suono, e per la danza, “Natya Yoga”, Yoga danzato. Ogni percorso artistico è una ricerca interiore e profonda, una riscoperta di qualcosa che va oltre la semplice tecnica, espressione di una gioia oltre la gioia.

  1. Come si articolerà lo spettacolo che porterete al centro Tao e qual è il messaggio che presentate? 

Riccardo: Lo spettacolo narra alcuni dei più amati miti della letteratura indiana: dalla sfida di due fratelli divini ai sogni di un santo eremita, dai movimenti sinuosi del danzatore cosmico alle monellerie di un dio bambino. Tutto questo attraverso un insieme di suoni, parole e gesti  frutto dei linguaggi da noi utilizzati, e cioè il Bharatanatyam, la danza classica dell’India del sud, e il tabla, lo strumento a percussione della musica classica indostana. “Abhidheya” significa, appunto, viaggio consapevole, lo stesso che cerchiamo di vivere insieme a ogni spettatore tutte le volte che andiamo in scena.

  1. Perché partecipare al vostro spettacolo può rivelarsi un’esperienza unica?

Barbara: Perché è uno spettacolo che unisce musica, danza e teatro, ruotando attorno a dei miti che, oltre a evocare atmosfere lontane dall’India antica, parlano di noi attraverso immagini e metafore, raccontano del vissuto che ognuno affronta nella propria vita e della meravigliosa scoperta di se stessi.

Abhidheya attraverserà la Sicilia in un piccolo tour, per conoscere le prossime date clicca qui.

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