Repertorio: Alarippu

Dal Tamil alarippu: “fiore” e dal Telegu alaripputuku: “sbocciare”.

Coreografia iniziale in cui il corpo, la mente e lo spirito del danzatore sono offerti al divino, al maestro e al pubblico come un fiore che sboccia.
Nella danza il corpo fiorisce partendo dagli occhi e dai movimenti della testa, aprendosi lentamente e coinvolgendo tutto il corpo da movimenti semplici fino a più complessi, in velocità crescente.

Significato dell’Alarippu:

  • rappresenta lo schiudersi dell’animo del danzatore come lo sbocciare di un fiore;
  • danza in saluto del divino, del guru e del pubblico;
  • dedica dell’intero corpo alla divinità attraverso la danza, iniziando dagli occhi per arrivare ai piedi, spogliandosi del proprio ego per immergersi nel divino.

Si tratta del primo pezzo di repertorio insegnato comunemente agli studenti dopo aver completato lo studio degli adavu nelle tre velocità. Rappresenta l’essenza della tecnica della danza Bhāratanāṭyam e permette al corpo del danzatore di scaldarsi progressivamente.
Presenta al suo interno i 3 maggiori adavu: Mandi adavu, Ta Tei Ta Ha, Ta Hata Jom Teri Ta e Tadinginatom.
Coreografia definita nritta, danza pura e astratta, dove non è presente sahitya (testo poetico) nè svaram (note): il solkattu (sillabe onomatopeiche per lo studio e la notazione della danza) recitato dal maestro di danza forma la base dell’interpretazione vocale.
La coreografia di Alarippu viene presentata in cicli ritmici diversi (tutti e cinque i kanda jadhi in eka tāla) ed è stata introdotta nel Bhāratanāṭyam dai Tanjore Brothers.

Nel video: Alarippu in Tishra ekam tāla, presentato durante la Giornata Internazionale della Terra (Earth Day) nella splendida cornice dell’Orto Botanico di Palermo.
Aprile 2019, video di Marianna Lupo.

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